Rocchetta Sant’Antonio ha assunto diversi nomi: in origine Oppidum Rocca, Roccette Sancti Antimi, Rocce Sant’Antimo, Sant’Antimo in Rocca, Rocchetta di Puglia ed infine Rocchetta Sant’Antonio.
Secondo alcune fonti i primi insediamenti risalgono all’alto medioevo, durante l’occupazione normanna dell’XI sec. poiché la torre principale del castello, acquistato dal Barone Ladislao II d’Aquino nel 1501, sotto gli Aragonesi, già esisteva. Un complesso riorganizzato probabilmente su progetto di Francesco di Giorgio Martini. L’ampliamento del castello che assunse l’attuale forma fu portato a termine nel 1507, esso contribuì allo sviluppo del casale che passò da semplice vicus ad oppidum rocca.
Nel Settecento il comune faceva parte della provincia di Principato Ultra, e nel quadriennio 1743-46 fu inoltre soggetta alla competenza territoriale del regio consolato di commercio di Ariano. Appartenne quindi alla provincia di Avellino fino al 1939.
Il borgo, a 633 m s.l.m. posto tra due pendenze, ha sviluppato il suo centro abitato lungo il versate meno scosceso.
Legata al pendio più vertiginoso, si narra di una leggenda della “Murgia Del Diavolo” in cui si racconta che, inseguito dall’Arcangelo Michele, il Diavolo trovò rifugio in una spelonca non molto grande. Qui il Maligno provò a nascondersi ma la coda fuoriuscì e l’Arcangelo, afferrandolo lo tirò fiori. Tentando di salvarsi il Maligno affondò gli artigli nella roccia che come un piccolo menhir sovrasta la grotta lasciando così i segni di quella disperata lotta. Ben visibili sul masso di possono ancora oggi vedere quattro fori profondi e regolari, perfettamente allineati…